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Nicola Marini

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Nicola
Marini
Socio Emerito
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2.4 Ghz
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Cronaca di un debutto.

Nel mese di giugno 2013 le cittadine abruzzesi di Vasto, San salvo e Cupello hanno organizzato il 1° International Air Show del Vastese. Nell’arco dell’intero mese si sussegue una nutrita serie di manifestazioni, culminate con l’esibizione della PAN sul lungomare di Vasto il giorno 23. Tra gli eventi vi è anche il raduno aeromodellistico del G.A.V. (Gruppo Aeromodellistico Vastese), che si svolge il 16 giugno sulla locale aviosuperficie. Il Fly Club Matteo Cristalli di San Severo, formalmente invitato, aderisce di buon grado all’iniziativa. Decido di parteciparvi anch’io, unendomi ai soci Arturo, Leo, Mario, Carlo e l’immancabile Gigi. E’ la mia prima “uscita pubblica” e non vedo l’ora di mostrare il mio Sbach 342 con livrea giallo/verde e motore a benzina da 32 cc. Dopo circa un’ora di viaggio, siamo a destinazione. Salutiamo gli amici del G.A.V. e quelli giunti da altri campi volo, con cui ci si ritrova di tanto in tanto. Poi tutti al lavoro. In pochi minuti viene montato il gazebo e si svuotano i bagagliai. Dopo un po’ è un tappeto di ali, di fusoliere, di valigette degli attrezzi, di sedie e sgabelli pieghevoli, di cavalletti, di borse frigorifero. Tutto il nostro mondo è lì, sotto al gazebo! In mezzo a tutto ciò, quello che spicca di più, ovviamente, è “il mio Sbach”! Si, d’accordo, ci sono pure lo Yak 55 di Arturo, il DC3 di Gigi, lo Zlin di Leo, l’aliantone di Mario, il T6 Texan di Carlo, ma il mio modello: che bella figura (come dire: ogni “scarafone” è bello alla mamma sua!). In breve tutti i modelli vengono montati e controllati. Solo Gigi si attarda, un po’ perché il suo modello è bimotore ed il montaggio risulta piuttosto impegnativo, un po’ perché tra una brugola ed un cacciavite gli piace chiacchierare con i curiosi che, attratti da quella splendida riproduzione, si accalcano a frotte ponendogli mille domande. Arturo, dopo aver montato il suo aereo, si eclissa. Da bravo Presidente del Fly Club, si dà subito alle Public Relations. Non c’è postazione dove non si soffermi a parlare con un amico o una vecchia conoscenza. Se per caso ne supera una senza fermarsi, ecco che si sente invocare a gran voce il suo nome. Decisamente più tranquillo il resto della spedizione. Leo scatta un po’ di foto, Carlo e Mario armeggiano intorno ai propri modelli. Io invece comincio ad essere ansioso. I voli sono cominciati ed in base alla lista predisposta nel frattempo dagli organizzatori, tra un po’ toccherà a me.

Cosa si aspetteranno di vedere dalla mia esibizione? Trattandosi il mio di un aereo acrobatico, vorranno vedere torque-roll, overing ed altre manovre estreme del genere. Ma a me non piacciono. No, non è come la volpe che non arriva all’uva e dice che è acerba. E’ solo che mi piace l’acrobazia classica, i looping, i tonneau, le manovre ampie, il vero volo di un aereo. Sarò in grado di farle? In fondo è la mia prima prova. Gigi, col suo fiuto da segugio, si accorge del mio stato d’animo. Mi si avvicina e prova a tranquillizzarmi dicendomi che dopotutto è come se volassi “in casa” e che sarà al mio fianco come secondo. Peccato che come “tranquillante” non valga un gran che. Ed io mi ritrovo più agitato di prima.

Poi arriva il momento fatidico. Dall’altoparlante annunciano il prossimo pilota. Si tratta di me. Improvvisamente tutta la tensione svanisce come per incanto. Con assoluta naturalezza afferro lo Sbach per il timone con una mano, sospingendolo verso la pista erbosa. Nell’altra mano il radiocomando. Gigi è dietro di me. Non dice una parola. Poverino! Teme di dire qualcosa di sbagliato e di ricacciarmi così in uno stato di ansia. Invece sono tranquillo, anche perché il motore va in moto subito. Buon segno. Una controllatina a tutti i comandi, un paio di sgasate e via, a tutta manetta! Pochi metri e l’aereo è in volo, docile e ubbidiente. Un ampio giro per portarmi sulla pista e su con un looping. All’uscita eseguo un tonneau lento. Ritorno con un volo rovescio. Aveva ragione Gigi, è come se volassi sul nostro campo. Ormai del tutto rilassato, azzardo un passaggio radente a tutto gas. Il rombo del motore è eccitante. Decido di non rischiare oltre. Finora è’ andato tutto liscio, è il momento di rientrare. Compio un ampio giro per portarmi a testata pista, abbassandomi. Ad un certo punto non vedo più l’aereo. Non sento più nemmeno il motore. Vedo solo una nuvola di foglie schizzare in aria per poi disperdersi, trascinata via dal vento. Maledizione! Non ero al di qua dell’albero, ero al di là! La prospettiva mi ha ingannato. Sconsolato guardo Gigi. Gli chiedo il da farsi. E lui candidamente mi fa: “Andiamo a recuperarlo, qualcosa si sarà salvato”. Bella consolazione! Lo speaker intanto cerca di minimizzare l’accaduto e fa partire un applauso di incoraggiamento. Ma lo sconforto è totale. Che bel debutto! Comincio a pensare seriamente di dedicarmi agli scacchi.

Mi avvio con Gigi verso il luogo del misfatto. Il buon Leo si accoda per darci una mano. Giunti sul posto ci troviamo di fronte ad una scena da “oggi le comiche”: ai piedi dell’albero c’è la fusoliera quasi integra. Non vediamo le ali. Alziamo lo sguardo. Sono lì, incastrate tra due rami, uno a destra, l’altro a sinistra. Nello spazio fra i due si è infilata la fusoliera. E scoppiamo a ridere. Ancora una volta Gigi ha avuto ragione, qualcosa si è salvato. Il motore sembra non aver subito danni. Recuperiamo le ali e portiamo via tutto. A casa controlleremo tutti i componenti. Già, ma a che pro? Ormai ho deciso. Mollo tutto. L’aeromodellismo non fa per me.

In quel momento squilla il cellulare. E’ mia moglie. Che tempismo da strega! “Ciao caro, come va il raduno”? Sono indeciso se raccontarle la verità o fingere che tutto stia andando bene. Alla fine, come sempre, opto per la prima soluzione (di lì a poco mi sarei vergognato per averla considerata una strega). Le racconto gli avvenimenti con dovizia di particolari, quasi a volermi giustificare. In fondo che colpa ho io se qualcuno ha improvvidamente piantato quell’albero proprio lì. Così, sentendomi abbattuto, mi fa: “Dai, non preoccuparti, tra un po’ è il tuo compleanno. Comprati un altro aereo. Sarà il mio regalo”. Resto allibito! So che in casi analoghi alcuni amici aeromodellisti hanno portato a lungo i segni del matterello o del battipanni. Io invece…! Che santa donna ho sposato. Chiudo la conversazione e quel vecchio marpione di Gigi, che ha già captato il mio cambio di umore, mi chiede: “beh…che fai, ti compri una scacchiera o un altro Sbach”? Ed io, di getto: “un altro Sbach”!

E così oggi, giorno del mio compleanno, mi ritrovo sul nostro campo volo per collaudare, con il prezioso aiuto ed il sostegno di Gigi, un favoloso Sbach 342 da 1,86 cm di a.a. della Goldwing. Ho inviato una richiesta alla Guardia Forestale per abbattere un albero che incombe sulla traiettoria di atterraggio, ovviamente proponendo di piantarne altri 10 da tutt’altra parte. Non ho ricevuto risposta, per cui non mi resta altro da fare che recarmi dall’ottico e cambiare gli occhiali. Meglio evitare altre sviste.

Nicola Marini
Extra 330 a.a.1,65 elettrico;
Sbach 342 a.a.1,86 + DLA 32 cc;
U2 Ducted Fan 68 mm a.a 1,60
P51 Mustang FMS a.a 1,50
Coularis a.a 2 mt

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il mio primo atterraggio
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    Il mio primo atterraggio...ovvero: nuove tecniche di raccolta delle olive.

Pomezia ModelAirShow 22 settembre 2012
Col Fly Club al Museo AM di Vigna di Valle
Con Gigi e Leo
Con Leo, Pietro e lo Yak54 che non è più
Domenica di voli
Extra 330 al decollo
Extra 330 in volo
Extra 330 pre volo
Extra 330 Rullaggio
Mariolino, il mio istruttore
Il Macchi 205 a Vigna di Valle
sbach342
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Extra 330 SC
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sbach 342 Goldwing 1
Sbach 342 Goldwing 3
Sbach 342 Goldwing 2
Sbach 342 Goldwing 4
Alanno 28 07 2013 Oggi si ride
Al campo il 20 ottobre 2013
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